Perchè la qualità degli oli essenziali è importante

01/03/2018

Perchè la qualità degli oli essenziali è importante


Scegliere un olio essenziale che sia naturale e puro al 100% non è
sempre facile.
A volte si è tentati di comprarli ai mercatini o nelle bancarelle perché costano
meno ma ti garantisco che quelli li puoi usare solo per profumare la tua casa o
la tua auto perché non hanno la purezza e le caratteristiche necessarie per
avere le proprietà terapeutiche che invece hanno i veri oli essenziali.


Quelli acquistati ai mercatini infatti sono spesso miscele di vari oli
vegetali con l’aggiunta di un’essenza aromatica. Per profumare la casa,
l’auto o il luogo di lavoro possono andare benissimo ma il loro compito finisce
li’.


La regola fondamentale per chi acquista gli oli essenziali è quella di controllare che sull’etichetta ci sia scritto “olio essenziale puro al 100%” e che sia presente il nome botanico in latino che indica l’esatta varietà vegetale.


Un altro indicatore molto importante prima dell’acquisto è quella di
controllare i prezzi. Se gli oli essenziali hanno tutti lo stesso prezzo c’è
veramente qualcosa che non va.
E il motivo è molto semplice.


I prezzi degli oli essenziali devono essere diversi tra loro perché vengono
calcolati sulla base della cosidetta “resa” e della reperibilità della
materia vegetale usata.


Controllare quindi la dicitura riportata sull’etichetta e il prezzo sono
le due cose a cui dobbiamo assolutamente prestare attenzione per acquistare
un olio essenziale di qualità.


Cosa possiamo fare invece se l’abbiamo già comprato?
C’è un test molto semplice da fare a casa che ti permette di capire facilmente
se l’olio essenziale in questione è puro oppure adulterato, cioè mischiato con
altri oli (solitamente vegetali).
E’ sufficiente infatti versare una goccia di olio essenziale su un
normalissimo foglio di carta e aspettare che si asciughi.
Io solitamente aspetto 24 ore perché la velocità di “asciugatura” dipende molto
anche dalla densità dell’olio essenziale in questione.


Se si tratta di un olio essenziale puro dopo le 24 ore non deve esserci nessuna
traccia, nessun alone (oppure molto lieve), nessun segno. Se rimane una traccia evidente (come quella che può lasciare l'olio di oliva ad esempio) vuol dire che quell’olio è stato “diluito” con altre sostanze oleose più economiche, per cui non può essere considerato puro al 100%.


In realtà alcuni oli essenziali particolarmente pesanti, ad esempio quello di
Patchouli, anche dopo 24 ore possono lasciare una lievissima traccia ma questo
è causato appunto dalla loro densità e non è sintomo di scarsa qualità o di
adulterazione.


Il fatto che non rimanga traccia è anche un segno evidente del fatto che gli oli
essenziali, pur chiamandosi oli, non hanno veramente niente in comune con i
classici oli vegetali. Se versi una goccia di olio di Oliva o di Mandorle dolci ho i
miei dubbi che la traccia sparisca.


Ma per farti capire il reale concetto di "qualità" ti faccio l’esempio del vino.
La qualità dello stesso vino non è mai uguale ogni anno.
Si parla di “annate” proprio per quello. Scommetto che hai sicuramente
sentito dire “la miglior annata di quel vino è stata, ad esempio, il 2000”.


Cosa significa questo? Che le condizioni climatiche di quell’anno sono state
talmente perfette da poter avere un vino di altissima qualità.
Anche il vino più rinomato può avere una qualità ridotta se quell’anno invece
di esserci il sole ha piovuto o se invece di fare caldo ha fatto freddo.


La stessa cosa vale per gli oli essenziali.


La qualità di un olio essenziale, infatti, è legata in modo molto stretto ad
alcuni fattori:
1) alla varietà e all’origine botanica della pianta: dalla stessa pianta
infatti si possono ottenere più di un tipo di olio con caratteristiche e quindi
con proprietà completamente differenti.


2) alla parte della pianta utilizzata: scegliere la giusta parte della pianta
è importantissimo perché deve essere usata solo quella più aromatica e cioè
quella con la maggior quantità di essenza profumata all’interno. Ogni pianta
ha una sua specifica parte aromatica che può essere il fiore, la foglia, la
radice e cosi’ via.


3) alle condizioni climatiche dell’anno di raccolta: come ti ho già
accennato devi considerare gli oli essenziali come se fossero vino e quindi
renderti conto che non possiamo avere il totale controllo sulla scelta dell’olio
essenziale di “massima” qualità.


4) alla modalità e al momento di raccolta: deve avvenire durante il
“momento balsamico” ossia durante il periodo di massimo sviluppo della
pianta.


5) al metodo di estrazione: deve necessariamente essere il migliore per la
parte di pianta che viene usata. Estrarre l’olio essenziale di Gelsomino con un
metodo troppo “forte” come quello in corrente di vapore significa fargli
perdere tutto il suo profumo e tutte le sue proprietà terapeutiche.


6) al metodo e alla durata della conservazione dopo la produzione:
gli oli essenziali sono molto sensibili alla luce, all’aria e al caldo. E’
indispensabile che i modi di conservazione dopo la loro estrazione siano i
migliori possibili per proteggere le loro proprietà, la loro purezza e la loro
concentrazione.


La qualità del prodotto finito può essere compromessa se uno qualsiasi di
questi fattori non è considerato con attenzione.
Ma la ricerca della qualità non deve diventare un lavoro da affidare a un
investigatore privato.
Pazienza se quell’olio essenziale è stato estratto da piante che quell’anno
hanno ricevuto molta pioggia quando in realtà avevano bisogno di sole.


La cosa che per te deve essere importante è che l’olio deve essere
naturale, puro, senza diluizioni e senza essere stato creato in
laboratorio (e quindi essere sintetico).


Tutto questo è già sufficiente per ottenere ottimi risultati terapeutici,
cosmetici e curativi.

 

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