Come si estraggono gli oli essenziali

01/03/2018

Come si estraggono gli oli essenziali


Ogni singola pianta ha una parte più aromatica usata proprio per
l'estrazione del suo olio essenziale.


Questa parte può essere il seme, il frutto, la foglia, la gemma, il fiore, la radice,
il tronco, il rizoma o la corteccia ed è di fondamentale importanza scegliere il
tipo di estrazione più idoneo per la parte di pianta utilizzata.


Il giusto metodo di estrazione infatti evita di compromettere o addirittura
annullare gli effetti terapeutici e la qualità degli oli essenziali ottenuti.


Vediamo ora insieme i principali metodi di estrazione degli oli essenziali:


1) Distillazione a vapore: è il metodo che si usava prima della distillazione in
corrente di vapore (che ti spiegherò subito dopo).
Si usa un alambicco provvisto di 3 strati distinti: nello strato inferiore viene
posizionata una sorgente di calore come il fuoco, nel secondo strato intermedio
viene versata dell’acqua che evaporerà creando vapore bollente, nel terzo e
ultimo strato si mette la droga (la parte di pianta che serve a ottenere l’olio
essenziale).


Il calore generato dal fuoco apre le ghiandole oleifere della droga.
Il vapore acqueo salendo raccoglie e trasporta l’olio in una serpentina fredda
dove il vapore si trasforma nuovamente in acqua.
L’olio (che inizia a galleggiare) viene separato dall’acqua e versato in un
recipiente apposito (vedi la foto nell’ultima slide).


Curiosità: l’acqua che rimane non è altro che il classico idrolato o più
comunemente conosciuta come “acqua profumata per il corpo”.


2) Distillazione in corrente di vapore: è il metodo usato attualmente e
quello più utilizzato per l’estrazione degli oli essenziali.
La struttura ad alambicco è la stessa.
L’unica differenza è che al posto del fuoco viene usata una caldaia per creare il
calore necessario al processo di distillazione.


3) Spremitura o pressatura a freddo: la parte di pianta usata è la buccia
degli agrumi. Questa parte viene pressata in modo meccanico da uno speciale
macchinario da cui fuoriesce il liquido che viene poi lasciato riposare fino alla
stratificazione naturale tra acqua e olio essenziale.


4) Enfleurage: è la tecnica antichissima (usata già dagli egiziani) ormai
caduta in disuso perché troppo laboriosa e costosa. Il materiale vegetale viene
appoggiato su uno strato di grasso purificato che assorbe l'essenza fino alla
saturazione che può avvenire anche dopo svariate settimane.
Durante questo periodo il materiale vegetale usato viene continuamente
sostituito con materiale fresco.
Lo strato di grasso viene poi diluito in alcool e agitato per almeno un giorno
finché l'olio essenziale non si separa.


5) Estrazione con solventi: questa tecnica viene utilizzata per quelle parti di
pianta talmente delicate (come i petali) che verrebbero rovinate dalle altre
tecniche estrattive (soprattutto il processo di distillazione). La parte di pianta
che serve per ottenere l’olio essenziale viene inserita in un apparecchio e
attraversata da un solvente di origine organica.
La parte oleosa viene separata dalla pianta e accumulata su una resina che poi
verrà sciolta per rilasciare l’olio essenziale.

Usare solventi organici e non solventi chimici (come purtroppo avviene in alcune case produttrici) è di fondamentale importanza per questa tecnica estrattiva perché garantisce un prodotto puro, naturale e soprattutto non pericoloso per la pelle e l’intero organismo.


Dall’estrazione con solventi generalmente si ottengono delle sostanze
chiamate concrete, assoluti e resinoidi.


Quando il solvente viene rimosso rimane una sostanza grassa e cerosa
denominata “concreta” composta per il 50% da cera e per il 50% da olio
volatile.
Se il materiale vegetale di partenza è una resina allora si parla di “resinoide”.
Dalla concreta, mediante l’uso di alcool, si estrae il più noto ”assoluto”.
Un esempio di assoluto è quello di Gelsomino, che viene spesso chiamato olio
essenziale di Gelsomino ma che a conti fatti non lo è.
Gli assoluti sono comunque liquidi aromatici altamente concentrati, molto
costosi e usati principalmente nell’industria profumiera.


6) Estrazione con CO2 supercritica: avviene con l’uso di anidride carbonica.
In questo caso, la pianta viene inserita in un estrattore con l’aggiunta di
anidride carbonica a temperatura e pressione elevate. Queste condizioni portano alla separazione naturale dell'olio essenziale.


newcart.it Un eshop professionale completo a soli 49 euro l'anno con NewCart
Questo sito è presente su Offertissime.shop